mercoledì 24 ottobre 2012

Ode al calcio italiano

Ode au foot italien
Pubblicato in Francia il 10 ottobre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli
Dobbiamo continuare ad amare il calcio italiano, è sempre uno spettacolo!
Qualche anno fa l’Italia era il cuore pulsante del calcio europeo e il derby milanese era uno degli incontri più attesi. Lo scorso fine settimana, sono stati in pochi a seguire l’incontro Milan-Inter, preferendo piuttosto le partite dei campionati spagnoli e inglesi. E ora il Paris Saint Germain è in grado anche di comprare i due migliori giocatori del Milan. Dobbiamo però continuare ad amare il calcio italiano, così ricco di un sacco di episodi degni del miglior cinema.

Cristiano Doni

1. Giocatori titolari: arriva la polizia e Doni tenta la fuga in mutande

19 dicembre 2011. Natale è alle porte. Cristiano Doni (allora) giocatore storico dell’Atalanta, decide di non aspettare l’apertura dei regali e tenta la fuga. Il migliore attaccante della storia del club calcistico bergamasco è implicato nella vicenda delle partite truccate, il cosiddetto “Calcioscommesse». Dopo qualche mese d’indagini, la polizia italiana decide di fare visita a Doni e suona alla porta invece di calarsi dal camino. Purtroppo Cristiano Doni risponde: “Sto arrivando”, ma poi tenta una rapida fuga. Senza pantaloni e con solo i calzini, si dirige velocemente verso il garage per scappare in macchina. Non farà neanche in tempo a mettere in moto che verrà arrestato in mutande.

Marco Paoloni in manette

2. I portieri: Paoloni droga i suoi compagni di squadra

Si tratta sempre di “Calcioscommesse”. Numerose partite di serie B e serie C sono state truccate con l’aiuto dei calciatori, anche quelli semi professionisti, attirati dall’idea di arrotondare i propri ingaggi. Se dovessimo assegnare l’Oscar del miglior attore protagonista a uno di loro, il premio andrebbe senza alcun dubbio a Marco Paoloni, portiere della Cremonese, che ha fatto proprio una gran cavolata per assicurarsi il pareggio richiesto dagli scommettitori. Paoloni è andato molto più in là del suo compito, somministrando dei sonniferi ai suoi compagni di squadra nella partita contro la Paganese, in modo da aumentare le possibilità di sconfitta della propria squadra.
Claudio ranieri in conferenza stampa

3. Gli allenatori: il monologo di 7 minuti di Ranieri

Claudio Ranieri è un uomo taciturno e con delle idee precise. Non ha l’esuberanza di Trapattoni, ne’ l’abitudine di insultare come Malesani. All’estero con il Valencia e il Chelsea si è trovato bene e ha lasciato un buon ricordo di sé dove è passato. Esasperato dall’inizio di stagione della Roma, la sua squadra preferita, Ranieri è sceso nella fossa dei leoni per sette minuti di fronte ai giornalisti. L’allenatore, attualmente al Monaco, ha fatto un monologo eroico e animato, ricco di un’intensità retorica accesa. Puntando il dito, e con lo sguardo torvo, si è lasciato andare con onestà, difendendo la sua squadra e rispondendo a tutte le accuse dei giornalisti. Ha ripetuto più e più volte con enfasi: “Non sono delle scuse. Questa è la REALTA’” Questa è stata la sua video conferenza.
Fuga di De Laurentiis in scooter

4. I presidenti di società: De Laurentiis: “Siete solo dei pezzi di merda”

In Italia più che altrove, i presidenti di società hanno un posto privilegiato tra i media. E, in un paese dove il calendario calcistico viene trasmesso in diretta, è possibile assistere a scene inedite quando questo bel mondo si ritrova tutto assieme. All’inizio della stagione 2011-2012 il produttore cinematografico Dino De Laurentiis, presidente del Napoli (non a caso), non ha accolto bene il calendario delle partite della sua squadra: “Siete solo dei pezzi di merda, torno a fare film”. Senza battere ciglio, è uscito dall’edificio e se ne è andato in sella al primo scooter di passaggio.

Moreno Torricelli

5. I selezionatori: Torricelli ex magazziniere in una fabbrica di arredamento

Se gli italiani hanno il gusto dello scandalo, occorre anche sottolineare che i selezionatori di calcio ci vedono bene. D’altro canto, per capirlo basta considerare i capitali guadagnati queste ultime stagioni dall’Udinese, dal Napoli o dal Palermo, con i loro gioielli sudamericani. All’inizio degli anni ’90, Moreno Torricelli fa il magazziniere in una fabbrica di arredamenti. Dopo un onesto inizio nei campionati regionali lombardi, continua a trascinarsi quell’aria da pirata nelle partite a livello amatoriale. Nella primavera del 1992, la Juventus lo convoca per un provino, dopo aver impressionato Giovanni Trapattoni, allenatore della Juve di Platini. Reclutato nella scia, “Geppetto” come l’ha soprannominato la stampa italiana, è assunto in pianta stabile tra gli undici e ottiene la coppa UEFA alla fine della stagione 1992/1993 con la Vecchia Signora.
"Lancio" dello scooter

6. I tifosi (prima parte): lancio di scooter a Milano

Il 6 maggio 2001, qualche ora prima dell’inizio della partita, si accende un diverbio, vicino allo stadio Giuseppe Meazza, tra gli ultras dell’Inter e quelli dell’Atalanta. Le forze dell’ordine separano i rivali ma nel tumulto, i tifosi milanesi s’impossessano dello scooter di un bergamasco. Un quarto d’ora prima della fine della partita, quando nello stadio iniziano ad aprire piano piano gli accessi per permettere agli spettatori di uscire, qualcuno porta sugli spalti del Meazza lo scooter e lo lancia sulla tribuna che ospita i tifosi ospiti. In uno scenario surreale, si vedono gli interisti sollevare il mostro e lasciarlo cadere pesantemente sulla sottostante tribuna. Più paura che altro, nessun tifoso è rimasto ferito. Saranno i calciatori a pagare i danni, giocando a porte chiuse fino a fine stagione.
I giocatori si tolgono la maglietta per accontentare i tifosi


7. I tifosi (parte seconda): Strip-tease della vergogna per il Genoa

Alla conclusione del primo tempo quando la modesta squadra del Siena sta vincendo 4-0, il Genoa è costretta trovare un compromesso con degli ultra particolarmente influenti. Di ritorno dagli spogliatoi, la partita viene interrotta da numerosi lanci di fumogeni e manca poco che i tifosi invadano il campo. Essi hanno una strana richiesta da fare ai calciatori: abbandonare il campo levandosi la maglietta di cui non sarebbero degni. La maggior parte dei giocatori li accontenta, prima che l’attaccante Giuseppe Sculli si lanci in una coraggiosa arringa per convincere le orde degli ultras a far proseguire la partita

La "Coverciano francese"

8. La selezione nazionale: arresto di prima mattina alla Clairefontaine italiana

Finiamo ancora con il “Calcioscommesse”. Così come fa la nazionale francese a Clairefontaine, la squadra italiana ha l’abitudine di andare in ritiro a Coverciano, il Centro Tecnico Federale di Calcio a nord di Firenze. La scorsa primavera, i giocatori di Cesare Prandelli si stanno allenando per gli Europei 2012 al riparo degli scandali sempre più legati alla vicenda. La mattina del 28 maggio, Domenico Criscito, difensore convocato in nazionale, e titolare nel Genoa, viene destato in maniera inconsueta. La sveglia sta suonando alle 6.30 quando arrivano le auto della polizia. In Italia questo si chiama un blitz: un’operazione breve e furtiva con lo scopo di ottenere un risultato. La stampa giustamente era stranemente presente, pronta a accompagnare le sirene con i loro flash al momento dell’ingresso nella camera di Criscito e della sua perquisizione. Il calciatore verrà escluso dai campionati europei per essere poi scagionato al suo rientro.

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