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domenica 9 dicembre 2012

Caricatura



Di Sylvain Bourmeau

Pubblicato in Francia il 6 dicembre 2012

Traduzione di Claudia Marruccelli

Gli svariati tira e molla dell’inverosimile spettacolo offerto dal UMP (Union pour la Majorité Presidentielle) e dei suoi due candidati, alla fine, ci aveva convinto che la Francia poteva vantarsi di annoverare nella sua Repubblica la destra più stupida del mondo.



Questo senza contare l’incredibile talento di eterno attore, ingenuamente preso sul serio da molti, quando per l'ennesima dichiarò di voler abbandonare definitivamente la scena. Come uno zombie in uno di quei film di serie B del genere fantastico-erotico degli anni '70 che sono (anche) parte del patrimonio cinematografico italiano, l'esilarante Silvio Berlusconi risorge dai morti.

Questo ritorno finale, probabilmente il più rischioso che abbia mai tentato, potrebbe paradossalmente essere il miglior servizio che possa rendere alla democrazia italiana, che da Primo ministro ha contribuito a minare per molti anni. Il gesto di Berlusconi e la micro crisi politica che solleva, provocando le dimissioni del Presidente del Consiglio, hanno  opportunamente sottolineato il fatto che un governo di unità nazionale, ridicolamente composto da esperti presumibilmente senza ideologie politiche, può probabilmente condurre riforme tecniche finora ritenute impossibili, ma è comunque perfettamente in grado di risolvere la profonda crisi politica che ha paralizzato il paese per troppo tempo. Peggio: questa depoliticizzazione rivendicata ha contribuito all’aggravamento del problema. Se si tratta anche di quello della divisione sinistra-destra, il ritorno di Berlusconi potrebbe rivelarsi una buona notizia.

lunedì 8 ottobre 2012

Mario Monti, bis repetita?

Monti bis

di Marcelle Padovani
Pubblicato in Francia il 4 ottobre 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli

Il premier tecnico ha dichiarato di essere disponibile a un secondo mandato. Una prospettiva che piace molto ai centristi italiani.


Paradossi della politica italiana: si parla con un’inaspettata passione del "post-Monti", mentre il premier sembra essere ben ancorato a Palazzo Chigi. E se ne parla come di un "Monti bis", anche se le elezioni si terranno solo a fine a marzo o inizio aprile. Non solo, se ne parla anche come di un nuovo futuro “governo tecnico", mentre nessuno sa se dalle urne emergerà una chiara maggioranza, o se ci sarà la possibilità che emerga un leader incontestato, membro di un partito politico che non sarà sostenuto da una netta maggioranza..
Anche se ci siamo ormai abituati al "machiavellismo" della penisola, la situazione lascia un po’ sconcertati. Tecnico elegante, ben noto negli ambienti internazionali come esimio docente di economia europeo, Monti ha preso il controllo della nave italiana poco prima che andasse a sfracellarsi sugli scogli della crisi finanziaria, della crisi della liquidità e della crisi totale della sua credibilità internazionale.
E’ subentrato al governo dopo due decenni di Berlusconi e della sua filosofia spensierata che fino a solo un anno fa faceva dire al Cavaliere: "Crisi? Ma quale crisi? Non si trova un posto libero sugli aerei e i ristoranti sono sempre pieni. "Meno di un mese dopo, costui finisce diritto nella pattumiera della storia.


Centristi escaLe speculazioni sul "dopo Monti" e sul "Monti bis" sono iniziate venerdì scorso, quando "super Mario", in visita a New York, ha manifestato la sua volontà di continuare a servire l'interesse pubblico, "se ve ne fosse bisogno". La dichiarazione serve a rassicurare i mercati, così come le ambasciate europee, non vi è ombra di dubbio. L'idea è di far capire loro che la sua politica esemplare di rigore, la sua caccia agli evasori fiscali e la lotta contro la corruzione, a capo dello “strano governo” fatto da soli tecnici non verrà sepolta nei primi mesi del 2013 ...
Non ci è voluto molto che certi politici italiani denominati "centristi" siano partiti allo sbaraglio, annunciando il loro appoggio incondizionato al futuro governo "Monti bis", da cui sperano probabilmente di trarre qualche beneficio. "Si aggrappano alla scialuppa di salvataggio Monti per evitare il naufragio", ha scritto il direttore del "Corriere della Sera": Pierferdinando Casini con l’UDC, assieme a Gianfranco Fini, ex leader di Alleanza Nazionale e il leader del movimento "Italia Futura", che altro non è che Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari e un tempo anche della Fiat.
Questi centristi "alla Bayrou" hanno colto al volo l'occasione per cercare di allentare i bulloni di una legge elettorale che spinge al bipolarismo e schiaccia gli outsider. Lo scopo di questi centristi "montiani" non è solo quello di dimostrare che "Monti non è un incidente storico", o di trasformare il capo del governo "tecnico" in "politico", ma soprattutto di evitare che alle prossime elezioni legislative, il Partito Democratico di Pier Luigi Bersani faccia razzia nella maggioranza relativa, come suggerito dalla maggior parte dei sondaggi.


Anticomunismo di baseLa dichiarazione rilasciata a New Yourk da Mario Monti ha risvegliato quindi il sogno centrista e ha incoraggiato chi desidera una "Terza Repubblica". Ma soprattutto, ha ricordato che in Italia, come analizzato benissimo dall’editorialista di "Repubblica", l'ostracismo anticomunista non ha mai cessato di esistere.
Tutta la storia del dopoguerra è stata caratterizzata dall' "anomalia" della presenza del più forte Partito Comunista occidentale che ha interpretato il ruolo di opposizione nell'egemonia democristiana: la DC governava, il PC era all’opposizione. Fino a quando il PC non è diventato anch’esso forza di governo a livello locale e regionale, e la caduta del muro di Berlino  ha fatto supporre che l'anti-comunismo fosse morto con il comunismo sovietico.
Ma non era così. Ha continuato a essere sfruttato da Silvio Berlusconi, consentendogli di consolidare il suo potere. Oggi, eccolo resuscitato dai "centristi" che, al fine di evitare che la Presidenza del Consiglio passi a sinistra (tra i "comunisti"), sono disposti a sostenere e difendere il governo ossia sponsorizzare un governo "tecnico" che servirà in realtà a mantenere le forze di destra al potere.
Ma, questi amici centristi di Monti, desiderosi di fagocitarlo, devono anche prendere in considerazione un bel po' di liberali e semplici democratici che in ultima analisi pongono la domanda chiave: a cosa serve andare a votare la prossima primavera, se sappiamo già che questo voto non servirà a nulla, e in ogni caso a non nominare un nuovo governo, che sarà assegnato in "automatico" a un estraneo non eletto che in nessun caso vuole sporcarsi le mani con la politica? Il problema è più grave di quanto si pensi.

mercoledì 26 settembre 2012

Il ritorno veneziano del Cavaliere Berlusconi

Le retour vénitien du Cavaliere Berlusconi

L’ex premier italiano a Venezia si è concesso un “giro di riscaldamento” mediatico in vista del suo futuro rientro politico.
Ha ripreso a sommergere giornali e televisori: il Cavalier Berlusconi non riesce a rimanere fuori dagli spot e dalla comunicazione mediatica troppo a lungo. Così domenica scorsa ha presentato il suo show di rientro dalle vacanze, in serata, su una nave da crociera, ormeggiata nel porto di Venezia e destinata a scendere lungo l’Adriatico fino a Bari. Il motivo? Una raccolta di fondi di 1 500 euro a persona  per il quotidiano Il Giornale, di cui è proprietario.
Eccolo quindi fare la sua apparizione in un ambiente protetto e chic, mostrando un volto serio e contratto, con la sua voce quasi metallica, vestito con un abito scuro adatto a nascondere le sue rotondità, e sempre, naturalmente, con i suoi capelli tinti di rosso scuro e super impomatati, oltre al suo solito trucco “da crociera”, se così si può dire, a base di fondotinta marrone scuro. Ma l’entusiasmo c’è ancora?
Non lo sappiamo. Probabilmente sì. Ma ciò che è certo è che l’uomo che ha condizionato per quasi vent’anni la politica italiana non ha, a quanto pare, imparato molto della sua esautorazione dal potere nel novembre 2011. Riprende infatti le sue solite litanie populiste: in primo luogo contro l’Europa, poi  contro Angela Merkel, contro il trattato fiscale che blocca la crescita, contro l’IMU, l’imposta sulla prima casa introdotta dal governo Monti e che permetterà di incassare quest’anno una ventina di miliardi.

“Il ritorno nell’arena”
Ma il rigore dei conti e la stabilità finanziaria ed economica dell’Italia non sono mai stati la preoccupazione principale di Silvio Berlusconi. Egli conosce l’impopolarità della nuova imposta, che risulta in un carico fiscale  medio di mille euro l’anno per famiglia, e, come sempre, con la sua consueta demagogia, culla l’idea della sua abolizione.
Ecco quindi gli assi della futura “discesa in campo “del Cavaliere: cavalcare l’onda del risentimento antieuropeo e la demagogia dell’eliminazione di una tassa che colpisce il “pilastro portante della famiglia”, vale a dire la casa. Non dimentichiamo che l’80% degli italiani sono proprietari di casa, una delle percentuali più alte dell’Unione europea.
Non manca davvero molto a Silvio Berlusconi per dichiarare la sua “disponibilità” a guidare la lista del Partito delle Libertà alle prossime legislative nel marzo 2013. Diciamo che il discorso di Venezia è stato un riscaldamento per il prevedibile ritorno del grande populista: mancava solo lui nel campo politico italiano dopo Grillo, la Lega, Di Pietro e Matteo Renzi.

Contro l’Europa, le tasse e il comunismo
Renzi? E’ il contestatore interno del segretario del Partito Democratico: anche lui su una linea populista, si candiderà contro il segretario generale Bersani alle primarie di ottobre. Attualmente pare accreditato del 25% dei voti, ma la cifra è destinata a crescere con il suo giro d’Italia in camper e i suoi  slogan tipo “Fuori i vecchi”, “Largo ai giovani”, nonostante l’assenza totale di un progetto. Non è un caso che durante la serata veneziana è stato citato da Berlusconi come un uomo di spicco, che “difende le stesse idee del Partito della Libertà”.
Se vince le primarie del PD, dice Berlusconi, vorrà dire che il PD ha davvero smesso di essere comunista. E, implicitamente, si intuisce cosa spinge il Cavaliere a spalleggiare Renzi: così come sa che probabilmente non vincerà le primarie (ad oggi questa è l’opinione generale del centro sinistra) sa anche che, con la scelta di Bersani a capo lista e quindi come candidato primo ministro, in caso di vittoria della sinistra, potrà rispolverare i suoi soliti argomenti contro la “minaccia comunista”.
In sostanza, i suoi omaggi a Renzi, in realtà servono obiettivamente a Bersani, screditando il primo agli occhi dell’opinione pubblica di sinistra, e confermano che il nostro uomo ben presto dichiarerà ufficialmente la sua ambizione di ridiventare primo ministro. Contro l’Europa. Contro le tasse. E contro il comunismo …

giovedì 6 settembre 2012

Il dopo Monti

L'après-Monti

di Marcelle Padovani
Pubblicato in Francia il 28 agosto 2012
Tradotto da Claudia Marruccelli per Italia Dall'Estero



“Super Mario” è riuscito a riportare credibilità economica e politica alla Penisola, ma oggi si ritrova più debole.
E’ iniziato il dopo Monti, anche se “Super Mario” è ormai quasi sicuro di arrivare al termine “naturale” di questa legislatura, nella primavera del 2013, visto che la “strana maggioranza” [in italiano nel testo, N.d.T.] che lo appoggia dal novembre 2012 ormai è agli sgoccioli. E questo nonostante il fatto che l’Italia, grazie ai sacrifici accettati dai suoi cittadini, sembri sul punto di uscire dai tempi bui: il mese d’agosto si è concluso senza che il maledetto “spread” tra i buoni del tesoro italiani e tedeschi abbia raggiunto livelli stratosferici, che avrebbero rischiato di trascinare il paese in una situazione “greca” o anche soltanto “spagnola”.
Lo “spread” estivo ha superato solo in qualche raro caso i 430 punti. Quindi possiamo affermare che la credibilità italiana sui mercati finanziari e sulle piazze politiche, in Europa e nelle Americhe, è certamente aumentata di molto grazie a “Super Mario”, alle sue relazioni internazionali, alla sua personalità del tutto in antitesi a quella del “buffone” Berlusconi, che faceva ridere i ministri di tutto il mondo.


Berlusconi a  Miss Italia
DisaccordiIl dopo Monti è iniziato quando il prestigioso “Professore” della Bocconi non è più riuscito a mettere d’accordo i berlusconiani, i centristi e la sinistra, per esempio al momento di votare la legge anti-corruzione e la nuova legge elettorale. La legge anti-corruzione è ostacolata dal rifiuto degli eredi di Berlusconi di dare il proprio assenso a misure atte a rendere più trasparenti le operazioni finanziarie, e al mancato accordo con le altre forze politiche sulla moneta di scambio che i berlusconiani propongno per votare la legge: un blocco quasi totale delle intercettazioni telefoniche e l’introduzione della responsabilità penale dei magistrati.
Misure che né la destra né il centro possono accettare. Sulla legge elettorale che dovrebbe superare le assurdità del regime in vigore (che assegna più del 50% dei seggi alla coalizione partitica vincente anche nel caso in cui ottenesse solo il 20% dei voti complessivi), l’ostacolo consiste nel rifiuto dei berlusconiani di riconoscere il 15% dei seggi supplementari al partito che ottiene più voti: allo stato attuale delle cose e secondo i recenti sondaggi, questa misura favorirebbe il Partito Democratico, permettendogli senza dubbio di salire al governo.


“Ritorna Silvio”Quindi l’Italia è già immersa nel clima elettorale, con largo anticipo rispetto alle scadenze, mentre i candidati ufficiali alla carica di Primo Ministro non sono ancora stati designati. Né a destra né a sinistra. A sinistra si attende l’esito delle primarie, in cui si affronteranno i candidati: si sa già che il segretario generale del PD Pierluigi Bersani sarà il candidato naturale della sinistra, mentre lo sfidante Matteo Renzi, sindaco di Firenze, lo sfiderà sul tema del “ricambio generazionale”. Bersani ha 57 anni, Renzi 40 e non ha ancora rivestito funzioni di rilievo nel partito. E’ questo il principale vantaggio della sua candidatura. Renzi si prepara a fare il tour delle 108 provincie italiane su un camper, per fare campagna elettorale.
A destra non c’è ancora chiarezza sulla discesa o meno di Silvio Berlusconi in campo. Spuntano strani movimenti o organizzazioni che reclamano a gran voce il ritorno del Cavaliere. Anche in spiaggia a Rimini le vacanze degli italiani sono state disturbate da volantini fatti piovere dal cielo, su cui era scritto: “Torna Silvio” [in italiano nel testo, N.d.T.]. Ma al momento i sondaggi danno risultati piuttosto catastrofici se Sua Emittenza ritornasse in campo, tanto che l’annuncio di una sua eventuale candidatura è stato rinviato sine die.

Berlusconi può essere felice. Riparte la stagione dei topless!

Un matrimonio con una signora rispettabile?Sappiamo che Berlusconi si sta preparando nella sua villa in Sardegna, fa jogging per perdere quella dozzina di chili che ha messo su dopo le sue dimissioni dello scorso 12 novembre. Sappiamo anche che farà una crociera elettorale gettando l’ancora nei grandi porti della Penisola. I suoi fans sostengono anche che, per sembrare più credibile sulla scena politica, meno segnato da storie di minorenni e giovani prostitute, abbia in mente di annunciare un matrimonio o un fidanzamento ufficiale con una signora rispettabile.
In ogni caso, questi preparativi e queste incertezze confermano la precaria situazione di Mario Monti, che ha dato inizio al suo tour europeo alla ricerca della sua ultima possibilità, partendo da Angela Merkel e François Hollande, che verrà a Roma il 4 settembre. Negli ambienti a lui vicini, girano voci preoccupate sulla recente riconciliazione franco-tedesca e sulla creazione di un “gruppo di lavoro” destinato a superare la crisi politica europea. L’esecutivo italiano, che aveva puntato tutto sul nuovo presidente francese, si chiede se il peso del passato e della storia non possano portare alla ricostruzione del vecchio fronte dell’”Europa del Nord “. Con, in prospettiva, un Italia che paga a caro prezzo questa situazione.
 "Baciamo le mani" di Bruno Vespa a Berlusconi

mercoledì 20 giugno 2012

Crisi in Italia: le ricette del professor Monti stanno per fallire?

Crise en Italie : les recettes du professeur Monti vont-elles échouer ?
di Vincent Daniel
Pubblicato in Francia il 14 giugno 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli

Italia, la terza economia della zona euro, è il prossimo obiettivo dei mercati? Mentre il presidente francese Francois Hollande e il premier taliano Mario Monti si incontreranno giovedì 14 a Roma, per gettare le basi del rilancio della crescita in Europa e fermare la crisi del debito della zona euro, l'Italia è di nuovo direttamente minacciata dai mercati. Come spiegare questo fenomeno? Ecco alcune risposte.


 
• Perché l'Italia è sottosopra?
Il problema numero uno di Roma, è l'enorme debito pubblico. Esso rappresenta più di 1.900 miliardi di euro, ovvero circa il 120% del suo PIL. Solo la Grecia possiede un deficit pubblico più elevato. Per colmare questo enorme debito, l'Italia è costretta a chiedere denaro in prestito. Ma il tasso di interesse dipende dalla salute economica del paese e in particolare dal livello del suo debito. La minore fiducia da parte degli investitori nella capacità italiana di rimborsare il suo debito, corrisponde ad un aumento dei tassi di interesse.
Questo è quello che è successo mercoledì 13 giugno: certo, il paese è stato in grado di mettere da parte 6,5 miliardi di euro in un anno, ma con tassi di interesse in netta ascesa, al 3,97% contro il 2,34% dell'ultima analoga operazione  l’11 maggio. Lo spread, cioè la differenza tra il tasso dei titoli italiani e quello dei titoli tedeschi, ha superato i 490 punti, differenziale raggiunto quando Silvio Berlusconi era ancora in carica, scrive Libération.  E ribadisce giovedì' mattina, il Tesoro italiano ha avuto in prestito 3 miliardi di euro di azioni a tre anni ad un tasso del 5,30% contro 3,91% il 14 maggio. Su i suoi prestiti a lungo termine, i tassi hanno superato la soglia simbolica del 6%.
È questo il meccanismo che ha soffocato la Spagna. Madrid ha avuto maggior difficoltà nel chiedere prestiti a tassi ragionevoli e quindi a sostenere il suo settore bancario, appesantito dalla crisi immobiliare. Gli spagnoli si sono trovati di fatto esclusi dai mercati. Questo è il motivo per cui Madrid è stata costretta ad accettare, sabato 9 giugno, un aiuto europeo per ricapitalizzare le banche spagnole per la somma di 100 miliardi di euro.



• Quali sono le soluzioni fornite da Monti?
L'ex Commissario europeo e docente di economia ha preso il posto al governo di Silvio Berlusconi, dimissionario nel mese di novembre 2011. Il suo progetto economico per l'Italia: una severa cura di austerità finalizzata al risparmio di 30 miliardi di euro. Misure, che si aggiungono a due piani di rigore per 60 miliardi di euro adottati nel luglio e settembre scorsi. Mario Monti affronta la riforma delle pensioni ammorbidendo il rigore dei risparmi. L'austerità consiste anche nei tagli della spesa pubblica, aumento della tassazione immobiliare, nuove tasse (sui carburanti, beni di lusso, le attività finanziarie svolte all'estero ...) nuove tasse e stretta nella lotta contro l'evasione fiscale.
I taxi, le farmacie, i trasporti pubblici locali, le pompe di benzina, gas, le libere professioni, le assicurazioni, le banche ... è stato adottato un piano globale per liberalizzare l'economia, e altri numerosi settori [del mercato del lavoro]si sono aperti alla concorrenza. Una riforma del mercato del lavoro è stato approvata per ammorbidire le regole. Mario Monti porta avanti queste misure per stimolare l'economia. Risultato: l'Italia ha rcondotto il suo deficit pubblico al 3,9% del PIL nel 2011 contro il 4,6% registrato alla fine del 2010, grazie ai suoi piani di austerità. Il bilancio italiano risulta in avanzo primario (vale a dire, senza contare i pagamenti di interessi sul debito pubblico).



• Perché non basta?
La crisi del debito in Europa, assieme ai tre piani di austerità adottati  in meno di sei mesi nel 2011 hanno dato un risultato: l’arresto della crescita. L'Italia è entrata in recessione nel quarto trimestre del 2011 con una flessione del PIL dello 0,7% dopo il calo dello 0,2% nel terzo trimestre. E il 2012 conferma la recessione: nel primo trimestre, il PIL è calato dello 0,8%. Una diminuzione del 1,4% del PIL in un anno, secondo i dati dell'Istituto Italiano di Statistica, Istat.
I settori più colpiti sono l'edilizia (-3,2%), l’industria (-1,6%) e i servizi (-1%), i secondo il quotidiano Le Figaro. E l'intera attività economica italiana viene rallentata. Il consumo è calato dello 0,6% nel primo trimestre rispetto al trimestre precedente, gli italiani stringono la cinghia a causa degli aumenti delle tasse e la disoccupazione record, che supera la soglia del 10%. Effetto domino: nello stesso periodo, gli investimenti sono diminuiti del 3,6%, le importazioni sono precipitate del 3,6%, anche le esportazioni sono diminuite del 0,6%. Tuttavia, questa politica di austerità potrebbe essere ulteriormente acuita. Le famiglie italiane stanno spendendo molto meno, alimentando la disoccupazione e il calo dei consumi.Un circolo vizioso che si tradurrebbe in minori entrate fiscali e quindi un nuovo pacchetto di misure di austerità.
Per riportare  tutti questi indicatori fuori dalla zona rossa, il Primo Ministro italiano chiede altre misure volte a promuovere la crescita all'interno dell'Unione europea. "Una condizione importante per arginare il contagio [della crisi del debito] consiste nel lavorare su una componente di crescita per l'UE prima del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno", ha dichiarato Mario Monti, l’8 giugno


• Perché l'Italia non è come il caso della Grecia, o della Spagna?
Dopo Grecia e Spagna, il rischio di un effetto domino sull'Italia non è ancora in vista. Anche se il paese è bersaglio dei mercati. Mario Monti ha spazzato via martedì sera a Berlino, ogni idea di progetto d'aiuto ", anche in futuro" e ha assicurato che il suo paese non è "fragile", vantandone i meriti. Il primo ministro italiano ha sostenuto che il debito delle famiglie italiane è basso e che il paese dispone di un solido tessuto fatto di piccole e medie imprese.
Il deficit della penisola, ben al di sotto della media europea, dovrebbe scendere all’ 1,7% quest'anno e il paese si avvicinerebbe ad un bilancio in pareggio entro il 2013, mentre le banche sono per lo più "stabili", ha ancora sottolineato agli eurodeputati mercoledì. Da parte sua, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, in ogni caso sembrava convinto. Incaricato di lodare Mario Monti a Berlino, ha scoperto che era "il leader giusto al posto giusto, al momento giusto". Wolfgang Schäuble ha inoltre garantito che l'Italia potrebbe sperimentare una ripresa economica il prossimo anno, a condizione che non si discosti dalla sua politica di riforma e di rigori.
Un altro punto rassicurante a Roma: le banche italiane non sono aggravate da una bolla immobiliare, a differenza della Spagna. Ma le "condizioni sembrano mature  perché prima o poi scoppi l’incendio" in Italia, ha scritto The Tribune. Dal 2010, i mercati stanno testando gli Stati della zona euro uno a uno, l'infezione non è da escludere.

Debito pubblico nel mondo



sabato 24 marzo 2012

La cultura sottopagata

La cultura sottopagata | Italiadallestero | Il Fatto Quotidiano

Il rilancio del paese passa dalla modifica all’articolo 18? Chissà. Di sicuro, prima o poi dovrà passare da uno spostamento di priorità (e capitali) verso la modifica del sistema-cultura, che attualmente – dal museo al centro di ricerca – si arrabatta, si arrangia, langue, arriva a sera e spera di svegliarsi l’indomani.

Scrive proprio oggi il direttore della Casa della Cultura di Milano che “questa crisi sta mettendo in discussione le ambiguità di un paradigma che deve essere ripensato, “per superare le ambiguità del modello manageriale e individualista e incorporare gli stimoli e i valori di una nuova tensione umanistica.” Un nuovo umanesimo, quindi. Pensare in grande, pensare al domani, liberandoci finalmente di quella condizione che ci affligge ormai da troppo, che qui si chiama miopia e che gli inglesi chiamano short-term thinking. Non più contentini una tantum, paghette settimanali clientelari.

Come fa notare questo ottimo articolo di Andrea Dusio,”le città che più hanno finanziato la cultura, a livello europeo, sono quasi sempre grandi centri industriali decaduti negli ultimi 15-25 anni, dalla siderurgia di Bilbao al tessile di Manchester fino all’automotive di Torino.” Centri in cui c’era “un’urgenza di riconversione ed un’emergenza occupazionale.” Insomma, la cultura può risultare la scommessa vincente quando rappresenta una via d’uscita forzata, soprattutto per quelle metropoli (ma pensiamo al nostro paese, più in generale) che in passato non si erano mai preoccupate di essere “attrattive” (quanto è bella l’Italia, già lo sappiamo).

Se davvero sono i paesi più colpiti dalla crisi, come la Spagna (al Prado si sono raggiunti i 3 milioni di visitatori) o la Grecia (+10% nel settore del turismo culturale rispetto al 2010), quelli che più riempiono i musei, forse la vale la pena approfittarne il più presto possibile.

di Lillo Montalto Monella


Monti si confronta con la grande miseria dei direttori di musei

Testata: Le Figaro
Data di pubblicazione: 13 marzo 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli per italiadallestero.info e Il Fatto Quotidiano
Articolo originale di: Richard Heuzé


Con la proposta sulla trasparenza degli stipendi dei funzionari pubblici, il presidente del consiglio fa scoppiare uno scandalo

Antonio Natali dirige dall’agosto del 1980, gli Uffizi di Firenze, uno dei più prestigiosi musei al mondo, con 1,8 milioni di visitatori all’anno. E da ventidue anni, riceve sempre lo stesso stipendio, 1780 euro al mese, ventitre volte meno di quello del direttore dei Monopoli di Stato o del capo di Stato Maggiore della Difesa. “Mi vergogno quando racconto ai miei colleghi del Louvre o del British Museum quanto guadagno. Se mia moglie non fosse insegnante, avrei dovuto abbandonare la mia professione da molto tempo”, ha detto al Figaro.

Lo stipendio che percepisce Anna Lo Bianco, uno dei più grandi specialisti di storia dell’arte italiana, una laurea più sette anni di specializzazione post laurea e innumerevoli concorsi statali a suo attivo, per dirigere a Roma la Galleria Nazionale d’Arte Antica, è quattro volte inferiore a quello dell’ultimo degli uscieri del Senato. “Ho 40 persone alle mie dipendenze. Quando i custodi sono venuti a sapere del mio stipendio, mi hanno mostrato la loro solidarietà. Sono pagati quanto me,” ha detto.

“Non abbiamo nè cellulare, nè auto di servizio, nemmeno un budget per le ore supplementari. Ho 31 anni di carriera trascorsi sempre nello stesso ufficio. Abbiamo appena assunto una giovane stagista del Louvre. Guadagna più di me “, aggiunge Rita Paris, che si occupa della Via Appia, prestigioso parco archeologico di 80 ettari in pieno centro a Roma. Ascesa e caduta della cultura italiana. Nell’affrontare la loro ira, il Ministero dei Beni Culturali ha pensato di fare cosa gradita, offrendo 150 euro di aumento al mese, tramite un concorso. “Proposta ridicola, assurda. Pretendono che presenti documentazione scritta del lavoro che faccio. Ho condotto 80 campagne di restauro. Cosa vogliono di più? ” dichiara indignata Anna Lo Bianco.

Bassissima considerazione
Non c’è dubbio che nessuno avrebbe saputo di questa rivolta se Mario Monti non avesse imposto la trasparenza sui salari del pubblico impiego. E’ là che sono iniziate le sorprese. Passi che un ministro guadagni 200.000 € l’anno. Ma come è possibile che i commessi statali come il presidente della commissione antitrust, i responsabili delle Autorità in materia di energia e comunicazioni, alcuni capi di gabinetto e pezzi grossi dell’esercito, il direttore dell’INPS possano guadagnare da 320.000 a € 540.000 all’anno? Antonio Natali si indigna della “bassissima considerazione della classe politica per il nostro lavoro”: ” Il fatto che siamo vergognosamente sottopagati è un’ulteriore prova che l’Italia non crede nella sua cultura”